Parco nazionale · Grigioni
Parco Nazionale Svizzero
L'unico parco nazionale della Svizzera: 172 km² d'Engadina sottratti a ogni intervento umano dal 1914, dove il bosco è tornato da sé.
Il Parco Nazionale Svizzero occupa 172 km² d'Engadina e della Val Monastero, nel cantone dei Grigioni; oltre confine confina con il parco nazionale dello Stelvio. Il terreno sale da 1400 metri a 3173 metri al Piz Pisoc. Più della metà della superficie — il 51 % — non porta alcuna vegetazione: ghiaioni, lastroni, creste. Il bosco ne copre il 28 %, quasi solo conifere, e i pascoli alpini il 21 %.
Ciò che distingue questo territorio non si vede al primo sguardo: qui non si cura nulla. La legge federale che lo regge ne fa una riserva in cui fauna e flora sono lasciate alla loro evoluzione naturale. Nessun albero viene abbattuto, nessuna mandria condotta, nessun animale nutrito o regolato. Il visitatore percorre 80 chilometri di sentieri ufficiali, che non ha il diritto di abbandonare, nemmeno dove il pendio sembra aperto.
La fauna approfitta di questa astensione. Il cervo conta da 1800 a 2000 capi, soprattutto nella Val Trupchun, nella Val Cluozza e nella Val dal Botsch; camosci, stambecchi e marmotte sono numerosi. Il gipeto, sull'orlo dell'estinzione nelle Alpi, è oggetto di un programma di reintroduzione nella Val Stabelchod, dove dal 1991 vengono liberati esemplari. La nocciolaia, emblema del parco, occupa le foreste di conifere, e sono censiti diversi nidi di aquila reale. Fra le piante domina il pino montano, con la stella alpina e la rarissima draba ladina.
Lo statuto del parco si è arricchito nel tempo: riserva della biosfera dell'Unesco dal 1979, iscritto nell'aprile 2021 nella Lista Verde dell'Unione internazionale per la conservazione della natura. Rientra fra le riserve naturali integrali, la categoria più protettiva, e possiede solo una zona centrale, senza fascia periferica intorno. I terreni appartengono ai comuni di Zernez, S-chanf, Scuol, Valchava e Lavin, che li affittano alla fondazione di diritto pubblico incaricata del parco.
Perché questo luogo è notevole
La Svizzera ha un solo parco nazionale, e la sua fondazione, nel 1914, è fra le prime d'Europa. Un secolo di astensione ha una conseguenza visibile: il bosco, quasi interamente raso nei secoli precedenti per alimentare le fornaci da calce e guadagnare pascolo, si è ricostituito senza una sola piantagione. E una meno visibile: il parco è diventato un terreno di osservazione di lungo periodo, dove si misura che cosa diventa un versante alpino quando nessuno se ne occupa più.
Storia e origine
Tutto comincia nel 1909: alcuni naturalisti, allarmati dai danni inflitti alla natura, fondano la Lega svizzera per la protezione della natura, oggi Pro Natura, e lanciano una sottoscrizione — un franco a testa — per pagare l'affitto della Val Cluozza, sul territorio di Zernez. La Confederazione assume quell'affitto il 3 aprile 1914 con un decreto federale, e il parco è fondato il 1° agosto dello stesso anno. Una legge federale del 19 dicembre 1980 sostituisce il decreto e fissa il regime attuale. Il perimetro ha continuato a muoversi: i laghi di Macun, nel comune di Lavin, sono entrati nella zona centrale nel 2000.
Cosa fare e vedere
- Percorrere gli 80 chilometri di sentieri ufficiali del parco, unici itinerari autorizzati, senza mai abbandonarli.
- Osservare la fauna della Val Trupchun, della Val Cluozza e della Val dal Botsch, dove si concentra la maggior parte dei 1800-2000 cervi del parco.
- Individuare la nocciolaia, emblema del parco, e cercare i nidi di aquila reale censiti nelle foreste di conifere.
- Misurare, lungo il cammino, l'effetto di un secolo di totale astensione: la foresta, quasi interamente rasa al suolo prima del 1914, si è ricostituita senza una sola piantumazione.
Venire in famiglia: cosa sapere
- Terreno di montagna tra i 1400 e i 3173 metri dove il tempo cambia in fretta: temporali e neve restano possibili fino a primavera.
In coppia
- Scegliere un sentiero verso la Val Trupchun per l'osservazione del cervo, rispettando l'obbligo di restare sui sentieri segnalati.
- Tenere d'occhio il gipeto barbuto, reintrodotto dal 1991 nella Val Stabelchod dopo aver rischiato l'estinzione nelle Alpi.
- Osservare i prati alpini e i ghiaioni che compongono più della metà della superficie del parco, tra i 1400 e i 3173 metri.
Il parco è terreno di montagna, da 1400 a 3173 metri, dove il tempo cambia in fretta: temporali e neve restano possibili fino a primavera.
Il regime legale del parco vieta di lasciare i sentieri segnati; la visita si fa a piedi.
Il regime legale del parco vieta di lasciare i sentieri segnalati; l'intera visita si svolge a piedi, il che richiede una camminata adatta all'età dei bambini.
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