Città vecchia · Berna

Berna, città vecchia

Una città vecchia in arenaria posata in un'ansa dell'Aar, iscritta al patrimonio mondiale nel 1983.

Illustrazione derivata, realizzata da Swiss Highlights a partire da una fotografia con licenza libera.

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Tradotto durante una seconda revisione assistita dall'IA — non ancora validato da un redattore madrelingua.

La città vecchia di Berna occupa l'ansa di una penisola che l'Aar racchiude quasi per intero. Il duca Bertoldo V di Zähringen vi fonda la città nel 1191; la Cronica de Berno riporta questa data. L'insieme è iscritto nella Lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1983, in base al criterio (iii), e figura tra i beni culturali svizzeri d'importanza nazionale. Ciò che è protetto non è una serie di monumenti isolati, ma un intero tessuto urbano, retto tanto dalla sua continuità quanto dai suoi edifici.

Il 14 maggio 1405 un incendio porta via la città. La ricostruzione avviene in arenaria di Berna, la molassa estratta nei dintorni, e di qui viene l'unità di tono del centro: facciate, portici e cornici appartengono a una stessa materia. La data del 1405 segna dunque meno una distruzione che un cambiamento di stato: la città di legno diventa città di pietra, e tale resterà. L'arenaria continua oggi a dare al centro il suo colore inconfondibile.

Tre elementi ordinano la lettura di questo centro. Anzitutto i portici: oltre sei chilometri di gallerie coperte corrono lungo le vie al pianterreno degli edifici. Poi le fontane, datate al Cinquecento, che innalzano in mezzo alla carreggiata figure allegoriche dipinte. Infine lo Zytglogge, la cui prima funzione fu quella di porta urbana, ricostruita verso il 1218-1220 e restaurata nel 1771: la sua torre, a 540,5 metri di quota, porta un orologio astronomico del Cinquecento, e il suo carillon si mette in moto tre minuti prima dell'ora.

La cattedrale, il Münster, è avviata nel 1421 e i lavori proseguono fino alla fine del Cinquecento; la sua guglia raggiunge 100 metri. Il perimetro iscritto resta di dimensioni contenute: i dati di riferimento indicano 91,86 ettari. A questa scala la città si percorre a piedi da un capo all'altro, e l'interesse sta tanto negli allineamenti di portici quanto negli edifici notevoli che essi collegano: qui la continuità del costruito fa parte dell'oggetto tutelato.

Perché questo luogo è notevole

Ciò che distingue Berna è la coerenza dell'insieme più che l'accumulo di pezzi isolati. Dopo l'incendio del 14 maggio 1405 la città viene ricostruita in un solo materiale, l'arenaria locale, su un sito che l'Aar chiude quasi da ogni lato. Ne risulta un centro in cui oltre sei chilometri di portici, fontane del Cinquecento e una torre dell'orologio nata come porta urbana formano un tessuto continuo: è questo insieme, e non un singolo edificio, che l'iscrizione del 1983 riconosce in base al criterio (iii).

Storia e origine

La storia del luogo si stringe attorno a due date. Nel 1191 il duca Bertoldo V di Zähringen fonda la città nell'ansa dell'Aar. Il 14 maggio 1405 un incendio porta via la città di legno e la ricostruzione impone l'arenaria di Berna, che fissa per secoli il tono del centro. Fra le due si erge lo Zytglogge: in origine porta urbana, ricostruita verso il 1218-1220, restaurata nel 1771 e dotata nel Cinquecento dell'orologio astronomico che oggi le dà il nome.

Cosa fare e vedere

  • Camminare sotto i portici di arenaria che corrono per oltre sei chilometri a livello strada nel centro, fino allo Zytglogge.
  • Osservare lo Zytglogge tre minuti prima dell'ora, quando il suo carillon e il suo orologio astronomico del XVI secolo si mettono in moto.
  • Individuare le fontane allegoriche dipinte del XVI secolo poste in mezzo alla carreggiata, sul percorso verso il Münster.
  • Seguire la linea dell'arenaria di Berna da una facciata all'altra: è il materiale unico scelto dopo l'incendio del 14 maggio 1405 che dà al centro il suo colore.

Venire in famiglia: cosa sapere

  • Il centro iscritto resta modesto (91,86 ettari secondo i dati di riferimento) e si percorre da un capo all'altro a piedi.

In coppia

  • Costeggiare l'ansa dell'Aar che racchiude quasi interamente il centro storico, un percorso adatto a passeggiare.
  • Alzare gli occhi verso la guglia del Münster, il cui cantiere iniziato nel 1421 si protrasse fino alla fine del XVI secolo, per i suoi 100 metri di altezza.
  • Cercare, sotto i portici, la continuità delle facciate che ha giustificato l'iscrizione al patrimonio mondiale nel 1983.
Da sapere prima di andare

Le fonti divergono sulla superficie del perimetro iscritto: 91,86 ettari secondo i dati di riferimento, contro un valore da infobox di 84.684 ettari, palesemente errato.

Posizione

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