Vetta più alta della Svizzera · Vallese
Punta Dufour
A 4634 m, la vetta più alta della Svizzera e la più alta delle Alpi fuori dal massiccio del Monte Bianco, sulla cresta del Monte Rosa sopra Zermatt.
La Punta Dufour si eleva a 4634 m sulla cresta est-ovest del Monte Rosa, dove si allineano sei vette oltre i 4000 m nel sud-est del canton Vallese, nel comune di Zermatt, a poche centinaia di metri dal confine italiano. Si trova a circa 130 m dal Grenzgipfel, che segna il punto più alto del confine tra Italia e Svizzera. Il versante nord porta il ghiacciaio del Monte Rosa, quello sud il ghiacciaio del Grenz; entrambi alimentano il ghiacciaio del Gorner, da cui nasce la Mattervispa, nel bacino del Rodano.
La vetta si chiamava dapprima Höchste Spitze. Assunse il nome attuale per decisione del Consiglio federale del 28 gennaio 1863, in onore di Guillaume Henri Dufour, generale dell'esercito svizzero durante la guerra del Sonderbund e autore della carta Dufour. La prima ascensione, il 1° agosto 1855, fu compiuta dai britannici Charles Hudson, John Birkbeck, Edward John Stevenson e dai fratelli Christofer e James Greenville Smyth, con le guide Mathias e Johann Zumtaugwald di Zermatt e Ulrich Lauener di Lauterbrunnen — senza alcun legame con la Festa nazionale svizzera, celebrata per la prima volta solo nel 1891. Dieci anni dopo, Charles Hudson morì insieme a tre dei suoi sei compagni di cordata durante la prima ascensione del Cervino.
La via normale italiana parte dalla Capanna Regina Margherita, il rifugio custodito più alto delle Alpi a 4554 m sulla Punta Gnifetti, solitamente raggiunta dopo la traversata dei «quattromila del Monte Rosa» per favorire l'acclimatamento. Sul versante svizzero, la via più battuta prende il trenino a cremagliera del Gornergrat da Zermatt fino alla stazione di Rotenboden, attraversa il ghiacciaio del Gorner, crepacciato, per alcune decine di metri, raggiunge la capanna Monte Rosa e risale poi il ghiacciaio del Monte Rosa fino al Satteltole prima della cresta finale.
Perché questo luogo è notevole
La Punta Dufour è, per soli 130 m, il punto più alto del confine italo-svizzero e la vetta più alta delle Alpi fuori dal massiccio del Monte Bianco — uno status che il suo nome, attribuito nel 1863 in onore di un cartografo e non di un'impresa alpinistica, non lascia immaginare. È talvolta chiamata, per assimilazione, «Monte Rosa», dal massiccio di cui costituisce la cima, sebbene il Monte Rosa vero e proprio raggruppi sei vette distinte oltre i 4000 m. Charles Hudson, che guidò la prima cordata nel 1855, morì dieci anni dopo sul vicino Cervino, nello stesso decennio in cui l'alpinismo d'alta quota prendeva forma in questa regione.
Storia e origine
La vetta si chiamava Höchste Spitze finché il Consiglio federale non le diede, il 28 gennaio 1863, il nome di Guillaume Henri Dufour, generale dell'esercito svizzero durante la guerra del Sonderbund e autore della carta Dufour. La prima ascensione del versante orientale (via normale) risale al 1872, opera dei britannici Richard e William Pendlebury e Charles Taylor, dello svizzero Ferdinand Imseng, dell'austriaco Gabriel Spechtenhauser e dell'italiano Giovanni Oberto; la prima invernale sullo stesso versante avvenne il 5 e 6 febbraio 1965, a opera delle guide italiane Luciano Bettineschi, Felice Iacchini, Michele Pala e Lino Pironi, partite da Macugnaga.
Cosa fare e vedere
- Seguire la via svizzera da Zermatt: trenino a cremagliera del Gornergrat fino a Rotenboden, traversata del ghiacciaio del Gorner, capanna Regina Margherita al Monte Rosa, poi la cresta finale.
- Individuare il Grenzgipfel, a circa 130 metri dalla Punta Dufour, che segna il punto più alto del confine italo-svizzero.
- Situare le sei vette oltre i 4000 metri allineate sulla cresta del Monte Rosa, di cui la Punta Dufour è il punto culminante.
- Osservare i ghiacciai che nascono sui suoi due versanti — il ghiacciaio del Monte Rosa a nord, il ghiacciaio di Grenz a sud — e alimentano il ghiacciaio del Gorner.
In coppia
- Prendere insieme il trenino a cremagliera del Gornergrat, prima tappa della via svizzera verso la vetta.
- Fermarsi alla capanna Regina Margherita al Monte Rosa prima dell'ultimo tratto glaciale fino al Satteltole e alla cresta finale.
- Raccontatevi la storia della prima cordata del 1855, guidata da Charles Hudson, morto dieci anni dopo sul vicino Cervino.
La salita attraversa un ghiacciaio crepacciato per alcune decine di metri e richiede un previo acclimatamento all'altitudine; non è una vetta accessibile senza esperienza alpinistica, qualunque sia la via scelta.
La salita attraversa un ghiacciaio crepacciato per diverse decine di metri e impone un'acclimatazione preliminare all'altitudine; non è una vetta accessibile senza esperienza alpinistica, qualunque sia la via scelta.
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