Villaggio della Mesolcina · Grigioni

Soazza

Villaggio italofono dei Grigioni, a 620 metri su un terrazzo della Moesa, il cui nucleo è bene culturale d'importanza nazionale.

Illustrazione derivata, realizzata da Swiss Highlights a partire da una fotografia con licenza libera.

← Torna all'esplorazione

Tradotto durante una seconda revisione assistita dall'IA — non ancora validato da un redattore madrelingua.

Soazza occupa un terrazzo sulla sponda destra della Moesa, a 620 metri, nella valle italofona della Mesolcina: 29 chilometri da Bellinzona, 88 da Coira. Il villaggio raccolto si è posato sui resti di una soglia glaciale che il fiume ha inciso, esattamente alla cerniera fra valle alta e valle bassa. A ovest una cresta separa la Mesolcina dalla Val Calanca; a est il comune si allunga fino al confine italiano, su una distesa quasi vuota dove è abitata la sola frazione di Druna. La cascata di Buffalora cade due chilometri a sud del villaggio.

Il comune copre 46,4 km² e il suo uso è presto detto: 53,7 % di bosco, 37,7 % di superfici improduttive, in gran parte montagna, 7,2 % di terreni agricoli, fra cui 286 ettari di alpeggi, e 1,5 % di edifici e strade. Il punto più elevato, il Piz Pombi, raggiunge 2 967 metri e segna il confine con Mesocco e con l'Italia. Al 31 dicembre 2020 il comune contava 324 abitanti; la lingua ufficiale della valle è l'italiano, quella parlata un dialetto lombardo.

Il nome compare nel 1203 nella forma Soaza. La comunità risulta autonoma già nel 1359, ma resta a lungo soggetta alla Collegiata di San Vittore, alla quale versa ancora la decima nel 1626. Nel 1480 Soazza entra volontariamente, insieme a Mesocco, nella Lega Grigia. La chiesa parrocchiale di San Martino, attestata dal 1219, è ampliata fra il 1626 e il 1639; sorge su uno sperone e vi si sale per una scalinata dalla cappella della Madonna Addolorata, eretta nel 1751. Sopra il villaggio, un ospizio della prima metà del XVI secolo fu sede dei cappuccini dal 1636 al 1922; conserva affreschi di Francesco Antonio Giorgioli.

Le risorse erano scarse. L'aratro e il pascolo hanno fatto vivere il villaggio per secoli, ma bisognava partire: si emigrava come spazzacamino, vetraio o imbianchino, e si svilupparono altri mestieri, fra cui la lavorazione della pietra ollare. Una mulattiera collegava Soazza a Menarola e a Chiavenna attraverso la Val della Forcola; fino all'inizio del XIX secolo vi si portavano il sale, la seta e i tessuti. Il nucleo del villaggio è oggi riconosciuto come bene culturale svizzero d'importanza nazionale, insieme alla Casa Paret, alla chiesa di San Martino e all'ospizio.

Perché questo luogo è notevole

Un comune di 46,4 km² per 324 abitanti, più della metà a bosco e più di un terzo a roccia: Soazza è un villaggio stretto sull'orlo di un grande vuoto. Sta su ciò che resta di una soglia glaciale incisa dalla Moesa, alla cerniera delle due Mesolcine, e il suo nucleo — la Casa Paret, la chiesa di San Martino sul suo sperone, l'ospizio dei cappuccini con gli affreschi di Giorgioli — è classificato bene culturale d'importanza nazionale. Il 21 giugno 2024 una piena ha portato via un centinaio di metri dell'autostrada A13 sopra la Moesa, in territorio comunale.

Storia e origine

Il villaggio è costruito su ciò che sopravvive di una soglia glaciale incisa dalla Moesa, proprio dove la valle cambia quota. Gli archivi ne contano le tappe: prima menzione nel 1203, autonomia comunale nel 1359, ingresso nella Lega Grigia nel 1480, acquisto dell'alpe Ingamba, in territorio di Lostallo, nel 1710 per 1 000 talleri. L'edificato conserva la traccia delle famiglie che riuscirono: il Palazzo a Marca, cubo di pietra eretto nel 1642, la Casa Paret del XVI secolo, la villa Mazzoni del 1916, in conci squadrati e su modello romanico. Il territorio conserva anche pietre a coppelle, fra cui quella di Soliva, detta astronomica.

Cosa fare e vedere

  • Individuare il nucleo del villaggio, classificato bene culturale d'importanza nazionale: la Casa Paret, la chiesa di San Martino sul suo sperone e l'ospizio dei cappuccini.
  • Salire alla chiesa di San Martino, attestata dal 1219, tramite la scalinata che parte dalla cappella della Madonna Addolorata, costruita nel 1751.
  • Cercare gli affreschi di Francesco Antonio Giorgioli nell'antico ospizio, residenza dei cappuccini dal 1636 al 1922.
  • Camminare fino alla cascata di Buffalora, a due chilometri a sud del villaggio.

In coppia

  • Cercare le tracce delle famiglie arricchitesi grazie all'emigrazione: il Palazzo a Marca del 1642, la Casa Paret del XVI secolo, la villa Mazzoni del 1916.
  • Salire alla chiesa di San Martino tramite la scalinata dalla cappella della Madonna Addolorata.
  • Fermarsi alla cascata di Buffalora, a due chilometri dal villaggio.
  • Seguire il tracciato dell'antico sentiero mulattiero verso Menarola e Chiavenna attraverso il Val della Forcola.
Da sapere prima di andare

Il villaggio è costruito su una soglia glaciale allo snodo di due valli, con dislivello e una scalinata che conduce alla chiesa di San Martino: un terreno che richiede attenzione.

Posizione

Carica una mappa interattiva di Google Maps su richiesta, a partire dalle coordinate verificate del luogo.

Apri in Google Maps

Luoghi correlati

Vista dall'alto da un pendio sui tetti in pietra del villaggio, stretti intorno a un campanile, nella conca di una valle boscosa chiusa da cime velate di foschia; in primo piano, un prato in fiore e alti fiori viola bordano il punto di osservazione.

Villaggio di confine · Val Bregaglia · a 23 km in linea d'aria

Castasegna

Castasegna, il villaggio più basso della Bregaglia grigionese, attestato dal 1374, riunisce Villa Garbald (1862-1864, Gottfried Semper) e la torre Roccolo (2004, Miller & Maranta), presso quello che fu il più vasto castagneto d'Europa.

Vedi sulla mappa (Grigioni)

Vista rialzata sul villaggio di Splügen, immerso nel verde della valle del Rheinwald: case in legno bruno e intonaco chiaro strette attorno alla strada, prati in pendenza che salgono verso il bosco di larici e le pareti rocciose grigie, sotto un cielo azzurro punteggiato di nuvole.

Grigioni · Rheinwald · a 24 km in linea d'aria

Splügen

Splügen occupa il fondovalle del Rheinwald, dove si dividono le strade del passo dello Spluga e del San Bernardino. L'abitato serrato risale alla ricostruzione dopo l'incendio del 1716.

Vedi sulla mappa (Grigioni)

Il campanile di Soglio emerge da un gruppo di alberi, tra prati in pendenza e le vette della Val Bregaglia, con il sole che filtra tra il fogliame.

Grigioni · Val Bregaglia · a 24 km in linea d'aria

Soglio

Posato a 1090 metri sul versante nord della Val Bregaglia, Soglio guarda il ghiacciaio della Bondasca. Cinque palazzi della famiglia Salis stanno fra le case di pietra del villaggio.

Vedi sulla mappa (Grigioni)