Antica abbazia · Lucerna
Abbazia di Sant'Urbano
Fondata nel 1194 da monaci di Lucelle, questa abbazia cistercense fu ricostruita in forme barocche dal 1711 al 1715 e soppressa nel 1848.
Sant'Urbano sorge sul territorio di Pfaffnau, nella valle della Rot, all'angolo nord-occidentale del cantone di Lucerna: il cippo dove si incontrano Argovia, Berna e Lucerna dista circa 250 metri. Ciò che si vede oggi risale al Settecento: una facciata a due torri, larga sette assi, scandita da lesene toscane e forata da tre portali, proseguita dai lunghi corpi conventuali bianchi. Chiesa e monastero furono ricostruiti dal 1711 al 1715 da Franz Beer, capomastro del Vorarlberg, per iniziativa dell'abate Malachia Glutz.
L'abbazia è assai più antica. Monaci di Lucelle la fondarono nel 1194 su impulso dei baroni di Langenstein, nella filiazione di Morimond. Alla fine del Duecento il monastero produceva mattoni in grande quantità: rettangolari e lisci per i muri, stampati e ornati per stipiti, archi, davanzali, architravi e cornici, oltre alle piastrelle da pavimento. Nel 1991 un laboratorio di mattoni fatti a mano è stato reinstallato fra quelle mura. L'arredo barocco seguì la ricostruzione: una cappella del 1690 eretta dall'abate Ulrich Glutz per la casula di sant'Ulrico, reliquia del X secolo; il coro ligneo intagliato dal 1700 al 1707 sotto la direzione del solettese Johann Peter Frölicher; l'organo del 1721 di Joseph e Victor Ferdinand Bossard, il cui contratto del 1717 annunciava tre tastiere e 2.637 canne, tutte di stagno tranne il contrabbasso.
Il 13 aprile 1848, dopo la morte dell'abate Friedrich Pfluger, il cantone di Lucerna decretò la soppressione del monastero e la vendita dei suoi beni per saldare il tributo di guerra dovuto ai vincitori del Sonderbund. Le opere d'arte e la biblioteca, con la collezione Gatterer, passarono allo Stato; il coro ligneo fu venduto nel 1853 a un banchiere sangallese, poi a un irlandese, e finì in Scozia. La fondazione Gottfried Keller lo riacquistò nel 1911 alla condizione espressa che tornasse al suo posto: nello stesso anno fu rimontato in chiesa. Gli edifici, invece, avevano già preso un'altra destinazione nel 1873, quella di istituto psichiatrico cantonale; oggi ospitano la maggiore clinica della psichiatria lucernese e la sua sede, mentre la parrocchia continua a celebrare nella chiesa abbaziale.
Perché questo luogo è notevole
Sant'Urbano racchiude due storie in un solo recinto. Quella di un'officina: la fornace del Duecento, i cui pezzi stampati facevano da cornici e stipiti, poi la ricostruzione del 1711-1715 di Franz Beer, con il coro ligneo, l'organo da 2.637 canne e la facciata a due torri. E quella di una spoliazione: soppressa il 13 aprile 1848, l'abbazia vide partire biblioteca e coro ligneo, quest'ultimo fino in Scozia, prima del riacquisto del 1911. Dal 1873 nel monastero si cura invece di pregare.
Storia e origine
Fondata nel 1194 da monaci di Lucelle su impulso dei baroni di Langenstein, l'abbazia appartiene alla filiazione di Morimond. La sua scuola conventuale è attestata attorno al 1470; sotto l'abate Benedikt Pfyffer, dal 1768 al 1781, divenne scuola modello e ospitò nel 1780 il primo seminario per maestri della Svizzera, diretto da Nivard Krauer. La soppressione del 13 aprile 1848 pose fine a quella continuità: il cantone vendette i beni, lo Stato raccolse la biblioteca e la collezione Gatterer, e nel 1873 i locali divennero istituto psichiatrico.
Cosa fare e vedere
- Osservare la facciata barocca a due torri e sette campate, eretta dal 1711 al 1715 da Franz Beer, con i suoi tre portali e le lesene toscane.
- Individuare nella muratura i mattoni sagomati del XIII secolo che ornavano porte, archi e cornici, il cui laboratorio di fabbricazione a mano è stato riallestito nel 1991.
- Cercare le stalle scolpite del 1700-1707, tornate dalla Scozia nel 1911, e immaginare l'organo del 1721, che si dice avesse 2637 canne di stagno.
- Collocare l'abbazia nella valle della Rot, a circa 250 metri dal punto in cui si toccano Argovia, Berna e Lucerna.
In coppia
- Ammirare insieme la facciata a due torri di Franz Beer e il suo timpano scolpito, lontano dai grandi assi turistici.
- Ripercorrere, davanti alle stalle riacquistate nel 1911, la storia della loro vendita nel 1853 e del loro esilio fino in Scozia prima del ritorno.
- Fermarsi presso il cippo vicino dove si toccano tre cantoni, Argovia, Berna e Lucerna.
I corpi conventuali ospitano la maggiore clinica della psichiatria lucernese e la sua sede: non è un sito di visita libera, e nei dintorni si impone discrezione.
Gli edifici conventuali ospitano la più grande clinica psichiatrica del canton Lucerna e la sua sede: non è un sito di visita libera, ed è richiesta discrezione nei dintorni.
Posizione
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