Complesso moderno · Ginevra

Cité du Lignon

Un solo edificio di 1.065 metri, piegato a linea spezzata sopra un'ansa del Rodano: la stecca residenziale più lunga della Svizzera.

Illustrazione derivata, realizzata da Swiss Highlights a partire da una fotografia con licenza libera.

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Tradotto durante una seconda revisione assistita dall'IA — non ancora validato da un redattore madrelingua.

La Cité du Lignon si riassume in un solo gesto: un edificio continuo, piegato a linea spezzata per 1.065 metri, posato sul bordo del terrazzo che domina un'ansa del Rodano, nel comune di Vernier. È la stecca residenziale più lunga della Svizzera; la si percorre come una strada, lungo le sue 84 scale e le tre fermate d'autobus che è stato necessario installare per questo solo edificio. Due torri l'accompagnano, e la più alta raggiunge 91 metri.

L'insieme è nato da una decisione pubblica. Nel 1962 lo Stato di Ginevra destina i 280.000 m² del podere del Lignon a uno dei più grandi quartieri residenziali del cantone. Il cantiere si apre nel settembre 1963; la prima tappa, 1.846 appartamenti, si conclude nel settembre 1967, e una seconda porta il totale a 2.780 alloggi nel 1971. Attorno all'architetto Georges Addor, le squadre gettano i muri in casseforme di lamiera d'acciaio e fanno consegnare riscaldamento, sanitari e ventilazione già montati.

Ciò che colpisce ancora è la scelta fatta sul suolo. Ripiegando l'intero programma in un volume continuo, i progettisti hanno costruito solo l'8 % della superficie del complesso; il resto è andato ai prati, agli alberi e alla scarpata boscosa che scende verso il Rodano e verso il rio dei Grebattes. Ogni alloggio è passante, aperto su due lati. Il complesso è iscritto nell'inventario federale degli insediamenti d'importanza nazionale da proteggere.

Perché questo luogo è notevole

Un edificio lungo un chilometro pone una domanda che pochi quartieri formulano con altrettanta nettezza: che cosa si fa del suolo che non si è costruito? Al Lignon la risposta sta in una cifra — 8 % di occupazione per 2.780 alloggi — e si verifica camminando, fra i prati e gli alberi, fino alla scarpata sopra il Rodano. L'impianto continuo del complesso è stato studiato da architetti venuti da lontano quanto il Giappone.

Storia e origine

Il podere si chiamava dapprima Gourbattes, poi Grebattes, dal nome del rio che lo attraversa; nel 1791 Francis d'Ivernois lo acquista e lo ribattezza Lignon, in ricordo del piccolo fiume del Forez che scorre ne L'Astrée di Honoré d'Urfé. Il complesso appartiene a un momento del tutto diverso: alla fine degli anni Cinquanta la legge ginevrina sullo sviluppo degli agglomerati urbani apre la campagna a insediamenti dimensionati per decine di migliaia di abitanti, e Georges Addor partecipa a quella pianificazione prima di costruirne parecchi. Il Lignon era concepito per 10.000 persone; ne contava 6.800 nel 2010.

Cosa fare e vedere

  • Percorrere i 1.065 metri del blocco principale, il più lungo della Svizzera, piegato in linea spezzata sopra l'ansa del Rodano.
  • Osservare le due torri che accompagnano il complesso, la più alta delle quali raggiunge i 91 metri.
  • Notare che solo l'8% della superficie del quartiere è edificato, il resto va a prati, alberi e al pendio boscoso verso il Rodano.

In coppia

  • Seguire a piedi il pendio boscoso che scende dal quartiere verso il Rodano e il nant des Grebattes.
  • Confrontare, camminando lungo i 84 vicoli, la scala dell'edificio continuo e quella dei prati che lo circondano.
  • Osservare la linea spezzata dell'edificio dall'altopiano che domina l'ansa del fiume.
Da sapere prima di andare

Il complesso è anzitutto un quartiere abitato: i suoi 2.780 alloggi, i cortili e le scale sono spazi di vita, non un sito attrezzato per la visita.

Il quartiere è anzitutto un luogo abitato, con i suoi 2.780 alloggi, i suoi cortili e i suoi vicoli: sono spazi di vita, non un sito turistico attrezzato, da percorrere con discrezione.

Posizione

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