Passo alpino · Uri – Ticino

Passo del San Gottardo

Passo carrozzabile a 2 107 metri fra Andermatt e Airolo, in un'ampia conca glaciale disseminata di laghi e lastroni di granito.

Illustrazione derivata, realizzata da Swiss Highlights a partire da una fotografia con licenza libera.

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Tradotto durante una seconda revisione assistita dall'IA — non ancora validato da un redattore madrelingua.

Il passo del San Gottardo valica le Alpi svizzere a 2 107 metri e unisce Andermatt, nel cantone di Uri, ad Airolo, in quello del Ticino. Il punto alto non è una stretta breccia ma un'ampia conca glaciale disseminata di laghi e lastroni di granito, dove sorgono l'antico ospizio, un albergo, un ristorante, un negozio e un museo. In questa conca è stata costruita una diga di ritenuta.

Dal valico scendono verso Airolo due strade: la tremola vecchia, l'antica, quasi interamente selciata, e la tremola nuova, più recente. Il nome del passo rimanda a Gotthard di Hildesheim; il valico, invece, sarebbe stato aperto verso il 1220, anche grazie alla costruzione del ponte del Diavolo. Il suo vantaggio sugli altri passi delle Alpi centrali stava in una quota relativamente bassa e in valli d'accesso corte e agevoli.

Questa scorciatoia ha contato. Vi è passato l'essenziale degli scambi diretti fra la Svizzera settentrionale, il Ticino e l'Italia, collegando la pianura padana all'Europa del Nord e contribuendo alla prosperità di Milano come di Zurigo. Il cantone di Uri ne ricavò un'importanza nuova ed eventuali diritti di transito: la sua dipendenza da Rodolfo II d'Asburgo, conte di Zurigo, viene riscattata nel 1231 in nome di Federico II, e gli viene concessa l'immediatezza imperiale. La prima confederazione di cantoni si forma alla fine del XIII secolo attorno al lago dei Quattro Cantoni e verso il Ticino: il passo non ne è estraneo.

Gli edifici del passo conservano la traccia di questa lunga frequentazione. Nel IX o X secolo sorge un piccolo santuario, nel 1230 viene consacrata una cappella, nel 1237 l'ospizio è menzionato per la prima volta. Dopo la caduta di una valanga, nel 1774, l'edificio è ricostruito in pietra e affiancato da una stalla ottagonale. La vecchia sosta, edificata dal 1834 al 1837 su progetto di Domenico Fontana e riconoscibile dal portico ad arcate, servì da posto doganale e da deposito di merci prima di accogliere, dal 1866, viaggiatori facoltosi; oggi ospita il museo nazionale del San Gottardo.

Perché questo luogo è notevole

Il San Gottardo deve il suo posto a una geometria favorevole più che alla quota: appena 2 107 metri, un tracciato più basso di quello dei passi vicini delle Alpi centrali e valli d'accesso corte da entrambi i lati. Il luogo ha trattenuto gli artisti quanto i mercanti: Goethe vi soggiornò dai cappuccini nel novembre 1779 e dedicò al passo una pagina dei suoi Viaggi in Svizzera; Turner lo rappresentò ad acquerello nel 1842-1843. Il Tour de Suisse, dal canto suo, lo ha valicato trentasette volte fra il 1933 e il 2014.

Storia e origine

L'ospizio ha cambiato mani più volte. I padri cappuccini lo amministrarono; Federico Borromeo vi insediò un prete nel 1602, poi fece costruire una casa per i viaggiatori fra il 1623 e il 1629. L'Albergo Monte Prosa, elevato su progetto di A. Regli, fu inaugurato nel 1886. Nel XX secolo il passo diventa anche una posizione militare: il forte d'artiglieria Sasso da Pigna è costruito nel 1941 e nel 1942 ed è oggi trasformato in museo. Nella seconda metà dello stesso secolo l'esercito svizzero ha immerso munizioni obsolete nel lago vicino al passo.

Cosa fare e vedere

  • Confrontare le due strade che scendono verso Airolo: la tremola vecchia, quasi interamente lastricata, e la tremola nuova.
  • Esplorare la vecchia Sosta, costruita dal 1834 al 1837 e riconoscibile per il suo portico ad arcate, che ospita il museo nazionale del San Gottardo.
  • Osservare, nell'ampia conca glaciale della vetta, i laghi e le lastre di granito attorno all'antico ospizio.
  • Individuare il forte d'artiglieria del Sasso da Pigna, costruito nel 1941-1942 e oggi trasformato in museo.

Venire in famiglia: cosa sapere

  • L'attraversamento avviene su una strada d'alta montagna a 2.107 metri: l'innevamento comanda, e lo stato della strada va verificato prima di partire.

In coppia

  • Seguire a piedi la tremola vecchia, l'antica strada lastricata, per un attraversamento più lento del passo.
  • Visitare la vecchia Sosta e il suo museo, installati in un edificio costruito su progetto di Domenico Fontana.
  • Osservare l'ampia conca glaciale e le sue lastre di granito, un paesaggio più aperto della maggior parte dei passi alpini.
Da sapere prima di andare

Il valico si percorre su una strada d'alta montagna, a 2 107 metri: comanda l'innevamento, e la riapertura primaverile dipende dallo sgombero della neve. Lo stato della strada si verifica presso l'informazione stradale ufficiale prima di partire.

Munizioni obsolete sono state immerse dall'esercito svizzero nel lago vicino al passo durante la seconda metà del XX secolo.

Posizione

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