Cima · Alpi bernesi

Eiger

Cima calcarea di 3.967 metri, la cui parete nord di circa 1.650 metri è una delle tre grandi pareti nord delle Alpi.

Illustrazione derivata, realizzata da Swiss Highlights a partire da una fotografia con licenza libera.

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Tradotto durante una seconda revisione assistita dall'IA — non ancora validato da un redattore madrelingua.

L'Eiger sta un poco avanzato rispetto alla cresta principale delle Alpi bernesi, interamente in territorio bernese, sul confine fra i comuni di Lauterbrunnen e Grindelwald. La cima raggiunge i 3.967 metri. Con il Mönch (4.110 m) e la Jungfrau (4.158 m) forma il terzetto di vette che domina il centro dell'Oberland bernese; i loro versanti nord si alzano di circa 3.000 metri sopra la valle. Dalla fine del 2001 la montagna rientra nel perimetro del patrimonio mondiale naturale Alpi svizzere Jungfrau-Aletsch.

La parete nord — in realtà rivolta a nord-ovest — misura circa 1.650 metri e si vede da Grindelwald e da tutta la conca che sale alla Kleine Scheidegg. È una delle tre grandi pareti nord delle Alpi, con quelle del Cervino e delle Grandes Jorasses; l'alpinismo le ha a lungo chiamate gli ultimi problemi irrisolti del massiccio, e quella dell'Eiger è caduta per ultima. Due cordate vi erano morte prima che la parete fosse vinta, il che le valse il soprannome di Mordwand, parete assassina. Nel 1936 la ritirata fallita di Rainer, Angerer, Hinterstoisser e Kurz si concluse con la morte di tutti e quattro. La prima salita diretta avvenne dal 21 al 24 luglio 1938: i tedeschi Anderl Heckmair e Ludwig Vörg, gli austriaci Heinrich Harrer e Fritz Kasparek, due cordate partite separatamente e riunite in parete; la propaganda del regime nazionalsocialista si impadronì subito dell'impresa.

La cima era stata raggiunta assai prima, l'11 agosto 1858, dalle guide di Grindelwald Christian Almer e Peter Bohren con il loro cliente irlandese Charles Barrington, per il fianco ovest. La montagna è inoltre traforata: dalla sua apertura nel 1912 la ferrovia della Jungfrau corre dentro la roccia dell'Eiger, e già nel 1903 era stata ricavata una fermata nella parete nord stessa, a Eigerwand. Il massiccio, però, non è immobile. Nel 2006 sul versante est, sotto la cresta del Mittellegi, si aprì una fessura lunga circa 250 metri e larga 7 metri, e il 14 luglio un blocco alto 30 metri, quasi 200.000 metri cubi, crollò dopo il ritiro del ghiacciaio inferiore di Grindelwald.

Perché questo luogo è notevole

Poche pareti hanno contato tanto nella storia dell'alpinismo, e poche sono così facili da guardare: i 1.650 metri della parete nord si abbracciano con un solo sguardo dai prati di Grindelwald, senza avvicinamento. Questa vicinanza spiega l'attenzione ricevuta dal luogo: i tentativi del 1935 e del 1936 furono seguiti dal fondovalle con il binocolo, e il punto in cui due alpinisti furono visti vivi per l'ultima volta porta ancora il nome di bivacco della morte. La stessa montagna ospita dal 1912 una galleria ferroviaria: il contrasto fra la parete e il treno che la attraversa sta in una sola immagine.

Storia e origine

L'Eiger appartiene al sistema elvetico, quelle falde calcaree staccate dal loro basamento cristallino in una fase tarda del corrugamento alpino e spinte verso nord-ovest. Il massiccio è formato interamente da calcari della zona elvetica — calcare di Schratten, del Cretaceo, e calcare del Malm, del Giurassico superiore — i cui banchi piegati restano leggibili a occhio nudo nella parete. La montagna compare per iscritto il 24 luglio 1252, in un atto di vendita fra Ita von Wädiswyl e la prevostura di Interlaken che delimita un terreno «fino al monte chiamato Egere»: è la seconda menzione documentaria di una montagna svizzera, dopo quella del Bietschhorn nel 1233. Il nome non deriva probabilmente dall'orco a cui fa pensare; fra le spiegazioni proposte figura la forma dialettale dr hej Ger, l'alto giavellotto, in riferimento al profilo della cima.

Cosa fare e vedere

  • Osservare la parete nord, 1.650 metri di dislivello, dai prati di Grindelwald o dalla Kleine Scheidegg, senza avvicinamento a piedi.
  • Seguire il tracciato della ferrovia della Jungfrau, aperta nel 1912, che attraversa la roccia dell'Eiger.
  • Individuare, nella parete, gli strati calcarei piegati del sistema elvetico, leggibili a occhio nudo.
  • Confrontare l'Eiger con il Mönch e la Jungfrau, le altre due vette del trio che domina l'Oberland.

Venire in famiglia: cosa sapere

  • L'Eiger è una vetta alpinistica e la sua parete nord un itinerario di impegno estremo, con 69 persone che vi hanno perso la vita secondo un conteggio fermato al 2011 — la parete si ammira dalla valle, non si improvvisa.
  • Il versante est resta instabile dal crollo del 2006, una massa di circa 20 milioni di metri cubi di roccia è tuttora considerata instabile.

In coppia

  • Contemplare insieme la parete nord da Grindelwald, un panorama che si coglie in un solo sguardo.
  • Ricordare la storia della prima ascensione diretta, dal 21 al 24 luglio 1938, compiuta da due cordate unitesi in parete.
  • Cercate insieme, con il binocolo, il punto del bivacco della morte, dove nel 1936 due alpinisti furono visti vivi per l'ultima volta.
  • Prendere la ferrovia della Jungfrau, che attraversa la montagna dal 1912.
Da sapere prima di andare

L'Eiger è una cima alpinistica e la sua parete nord un itinerario di impegno estremo: 69 persone avevano perso la vita sulla montagna, almeno 52 delle quali nella parete nord, secondo un conteggio aggiornato al 2011.

Il versante est resta instabile: dopo il crollo di quasi 200.000 metri cubi nel 2006, una massa di circa 20 milioni di metri cubi di roccia era ancora considerata instabile.

Posizione

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Anello centrale della fila Eiger–Mönch–Jungfrau, raggiunge 4.110 metri. La parete sud si appoggia al Jungfraufirn, lingua del ghiacciaio dell'Aletsch; il nome verrebbe da un pascolo per cavalli, non da un monaco.

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Vista in formato verticale da un sentiero della Kleine Scheidegg: un sentiero scende tra pendii verdi verso edifici di montagna e la ferrovia, di fronte all'imponente parete nord dell'Eiger che domina l'orizzonte.

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Kleine Scheidegg

Il valico separa soltanto i due rami della Lütschine: di qui il nome, piccolo spartiacque. Da lassù compaiono d'un colpo l'Eiger a 3.967 metri, il Mönch a 4.110 e la Jungfrau a 4.158. Il primo albergo vi fu costruito nel 1840.

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Vedi sulla mappa (Berna, Vallese)