Cima delle Alpi bernesi · 4.110 m

Mönch

Una cima di 4.110 metri tra l'Eiger e la Jungfrau, il cui versante nord precipita di quasi 2.000 metri sulla Kleine Scheidegg.

Illustrazione derivata, realizzata da Swiss Highlights a partire da una fotografia con licenza libera.

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Tradotto durante una seconda revisione assistita dall'IA — non ancora validato da un redattore madrelingua.

Il Mönch sta al centro della fila formata da Eiger, Mönch e Jungfrau, nelle Alpi bernesi, e rientra tra le cime individualizzate della catena. Raggiunge 4.110 metri. Le sue quattro facce non si somigliano: a nord la parete scende in un solo slancio fino al passo della Kleine Scheidegg, quasi 2.000 metri più in basso; a sud, meno alta, si appoggia al Jungfraufirn, una delle lingue glaciali del ghiacciaio dell'Aletsch. La parete nord-est è breve e glaciale, e il versante occidentale, assai complesso, non porta direttamente alla vetta.

Lo Jungfraujoch, il colle che separa il Mönch dalla Jungfrau, ospita la stazione superiore della ferrovia della Jungfrau: ai piedi della montagna si arriva dunque in treno. La sagoma è abbastanza familiare in Svizzera da comparire tra le montagne scelte per la fotografia ufficiale del Consiglio federale del 2024.

Il nome inganna. Il tedesco di oggi vi sente « monaco », ma l'etimologia proposta risale a münche, parola che indicava un alpeggio dove i cavalli castrati passavano l'estate; le grafie antiche, Münchenberg e poi Münch, vanno nella stessa direzione. Il monaco appartiene a una lettura tarda della parola, non alla sua origine.

Perché questo luogo è notevole

Il Mönch trae il proprio carattere dallo scarto tra i suoi due versanti: a nord una parete che precipita di quasi 2.000 metri sulla Kleine Scheidegg, a sud un appoggio quasi tranquillo sul Jungfraufirn, nel campo di ghiaccio da cui scende il ghiacciaio dell'Aletsch. A 4.110 metri è una cima ai cui piedi si arriva in treno, allo Jungfraujoch, e la cui altra faccia conserva tutta la smisuratezza di una grande parete.

Storia e origine

La storia delle sue salite si apre su una rivendicazione contestata. Nel 1855 la principessa romena Helene Koltsov-Massalsky, che firmava Dora d'Istria, annunciò di aver raggiunto la vetta con quattro guide, e fece loro firmare per 1.000 franchi svizzeri un certificato di ascensione che Christian Almer rifiutò di sottoscrivere. John Ball, Leslie Stephen e poi Gottlieb Samuel Studer misero in dubbio l'impresa: itinerario descritto in modo troppo vago, discesa assai troppo rapida; secondo loro la cordata, ingannata dal maltempo, aveva piuttosto raggiunto il Klein Mönch, a 3.687 metri. La prima ascensione indiscussa è quella del 15 agosto 1857, per la cresta nord-est, con Siegismund Porges e le guide Christian Almer, Ulrich Kaufmann e Christian Kaufmann. La cresta sud-est, oggi via normale, fu percorsa nel 1863; la prima invernale ebbe luogo nel gennaio 1874, e la parete nord attese il 1921.

Cosa fare e vedere

  • Osservare dallo Jungfraujoch le due facce molto diverse del Mönch, la parete nord e l'appoggio sud sul Jungfraufirn.
  • Individuare la sagoma della vetta nella fila Eiger-Mönch-Jungfrau, allineamento ripreso nella foto ufficiale del Consiglio federale del 2024.
  • Raggiungere lo Jungfraujoch in treno per avvicinarsi ai piedi della montagna.

Venire in famiglia: cosa sapere

  • La vetta in sé rientra nell'alpinismo; lo Jungfraujoch, raggiungibile in treno, permette di avvicinarsi ai suoi piedi senza scalata.

In coppia

  • Confrontare dallo Jungfraujoch la parete nord del Mönch, che precipita di quasi 2000 metri sulla Kleine Scheidegg, con il versante sud più tranquillo.
  • Osservate insieme i quattro versanti molto diversi della vetta, tra ghiacciaio e parete verticale.

Posizione

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Luoghi correlati

Dalle rocce dello Jungfraujoch, un edificio dalle pareti in cemento e rivestimento in legno, ampiamente vetrato, si aggrappa alla parete rocciosa; più in basso si estende la lunga colata bianca del ghiacciaio dell'Aletsch, incorniciata da vette innevate, sotto un cielo azzurro striato di nuvole.

Valico ferroviario · Alpi bernesi · a 2 km in linea d'aria

Jungfraujoch

La linea, proposta nel 1893 da Adolf Guyer-Zeller e completata nel 1912 dopo 7,1 km di galleria sotto l'Eiger e il Mönch, raggiunge i 3.454 metri. Il sito ha accolto oltre un milione di visitatori all'anno tra il 2017 e il 2019.

Vedi sulla mappa (Berna, Vallese)

La parete nord dell'Eiger vista frontalmente in estate: una muraglia di calcare scuro, striata di banchi inclinati, sormontata da una piramide sommitale innevata sotto nuvole sfilacciate, con pendii erbosi e nevai ai piedi della parete.

Cima · Alpi bernesi · a 2 km in linea d'aria

Eiger

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Vedi sulla mappa (Berna)

Il massiccio della Jungfrau visto da una vetta vicina: in primo piano, una cresta erbosa verde si staglia davanti alla parete rocciosa e glaciale, striata di nevai e ghiacciai sospesi che scendono dalle creste; a destra, una punta rocciosa più scura si delinea sotto un cielo azzurro punteggiato di grandi nuvole bianche.

Vetta · Alpi bernesi · a 4 km in linea d'aria

Jungfrau

La montagna domina Lauterbrunnen, Grindelwald e il lago di Thun. Dal 1912 una cremagliera sale allo Jungfraujoch, a oltre 3.400 metri. Il sito Jungfrau-Aletsch è patrimonio mondiale dal 2001.

Vedi sulla mappa (Berna)