Lago alpino · Oberland bernese

Lago di Thun

Un lago alpino di 18 km nell'Oberland bernese, cinto di castelli, in cui l'esercito ha immerso migliaia di tonnellate di munizioni tra il 1945 e il 1964.

Illustrazione derivata, realizzata da Swiss Highlights a partire da una fotografia con licenza libera.

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Tradotto durante una seconda revisione assistita dall'IA — non ancora validato da un redattore madrelingua.

Il lago di Thun si estende per 18 km di lunghezza e 3 km di larghezza nell'Oberland bernese, a 560 m di altitudine secondo Wikipedia (558 m secondo Wikidata). Sulle sue rive sorgono le località di Spiez, Thun, Hilterfingen, Oberhofen, Gunten, Sigriswil, Merligen e Neuhaus, dove vivono circa 400 000 persone. Lo alimenta il Kander; insieme al lago di Brienz forma una riserva di acqua dolce che fornisce acqua potabile a quasi mezzo milione di persone, e funge da tappa migratoria di importanza paneuropea per gli uccelli.

Le sue acque, povere di fosforo, ospitano coregoni a crescita lenta, differenziati secondo l'habitat e la dieta — il kropfer (Coregonus alpinus), specie endemica, accanto al brienzlig, all'albock e al balchen. Dal 2000, oltre il 40 % di questi pesci presenta anomalie congenite e sessuali insolite; cinque anni di ricerca non ne hanno stabilito la causa.

Thun, all'estremità nord del lago, conserva una città medievale e ospita un Museo storico e un Museo dell'esercito. I castelli di Spiez, residenza delle famiglie Bubenberg e poi Erlach, e di Oberhofen, tenuto dai cavalieri di Oberhofen e poi di Scharnachthal, dominano la riva; le grotte di San Beato, luogo di pellegrinaggio medievale, sono diventate un'attrazione turistica.

Perché questo luogo è notevole

Il lago di Thun tiene insieme scale raramente associate: coregoni che vi si sono differenziati in specie distinte secondo la profondità e la dieta, Ferdinand Hodler, che lo dipinse più volte accanto allo Stockhorn, e un'eredità militare poco nota — fino a 4600 tonnellate di munizioni immerse tra il 1945 e il 1964, il cui effetto sulla fauna resta tuttora irrisolto.

Storia e origine

Il nome del lago, come quello della città di Thun, deriva dal celtico dunum, «collina fortificata» o «fortezza». La cronaca di Fredegario, nel VII secolo, lo menziona come in laco Duninse quem Arola flumen influit, «il lago di Thun in cui si getta l'Aar»; lo stesso testo racconta che nell'anno 599 l'acqua del lago avrebbe ribollito e cotto i pesci, un episodio che l'autore stesso definisce prodigioso.

Cosa fare e vedere

  • Osservare il castello di Spiez e quello di Oberhofen, che dominano la riva del lago.
  • Raggiungere Thun, all'estremità nord, per la sua città medievale e il suo Museo storico.
  • Vedere le grotte di San Beato, antico luogo di pellegrinaggio medievale divenuto un'attrazione turistica.
  • Cercare, pensando a Ferdinand Hodler, il punto di vista sullo Stockhorn che egli dipinse più volte dal lago.

In coppia

  • Il castello di Spiez, antica residenza delle famiglie Bubenberg e poi d'Erlach, come sosta sulla riva del lago.
  • Il castello di Oberhofen, un tempo appartenuto ai cavalieri di Oberhofen e poi di Scharnachthal.
  • Il centro storico medievale di Thun, all'estremità nord del lago.
  • Le grotte di San Beato, antico luogo di pellegrinaggio, per una tappa diversa sulla riva.
Da sapere prima di andare

Tra il 1945 e il 1964 l'esercito svizzero ha immerso nel lago di Thun tra le 3000 e le 4600 tonnellate di munizioni secondo le fonti, ripartite su due siti principali — più che in qualsiasi altro lago svizzero, per la vicinanza di strutture militari. Nel 1948 vi fu affondata una quantità notevole dopo un'esplosione che danneggiò il deposito di munizioni di Mitholz. Il governo svizzero indica che i dati attuali non permettono di stabilire né di escludere un legame tra queste munizioni e le anomalie osservate nei pesci.

La fonte segnala un passato militare: tra il 1945 e il 1964 l'esercito svizzero ha immerso tra le 3000 e le 4600 tonnellate di munizioni nel lago, in due siti, senza che a oggi sia stato stabilito o escluso un legame con le anomalie osservate nei pesci.

Posizione

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