Chiave del Rodano · Vallese
Saint-Maurice
Tra il Rodano e una parete rocciosa, Saint-Maurice ospita dal 515 il monastero più antico d'Occidente attivo, sulla tomba dei martiri della legione tebana.
Saint-Maurice è un comune svizzero del cantone del Vallese, capoluogo dell'omonimo distretto. Il suo territorio si estende su 14,94 km², di cui il 45,6% di superfici boschive, il 17,6% di abitazioni e infrastrutture, il 16,2% di superfici agricole e il 20,5% di superfici improduttive, secondo il rilevamento 2013-2018. Il comune si fonde il 1° gennaio 2013 con la vicina Mex, dopo una votazione del 27 novembre 2011 approvata all'88% a Saint-Maurice e al 72% a Mex.
Abitato già in epoca antica con il nome romano di Agaune (Acaunum), il luogo prende il nome attuale dal leggendario massacro della legione tebana e del suo capo, Maurizio, un nero venuto dall'Egitto. L'abbazia di Saint-Maurice d'Agaune vi è fondata nel 515 sul luogo della tomba dei martiri: è il più antico monastero d'Occidente in attività ininterrotta. Già prima del VI secolo, il passo di Saint-Maurice era difeso da una porta a pedaggio, completata da una torre rotonda di guardia sulla roccia vicina per segnalare i convogli di pellegrini; nel X secolo, la città fu capitale della Borgogna transgiurana. Tappa della Via Francigena verso Roma, è menzionata dall'arcivescovo Sigerico nel 990 con il nome di LI Sce Maurici, poi da Nikulas de Munkathvera verso il 1154.
Nel 1349, un quarto della popolazione agaunese muore di peste. Dall'estate del 1602, due frati cappuccini inviati da Francesco di Sales predicano nello Chablais vallesano per respingere il protestantesimo; si stabiliscono prima fuori le mura nel 1611, poi costruiscono il loro convento all'interno della città dal 1639, la cui chiesa è consacrata il 30 novembre 1656. Il 23 febbraio 1693, un grande incendio partito dall'abbazia distrugge la città. Saint-Maurice è il primo comune vallesano a piantare un albero della libertà, il 28 gennaio 1798, dopo l'arrivo il 2 gennaio dell'incaricato d'affari francese Michel Ange Mangourit; il Basso Vallese, terra soggetta ai Sette Decimi dell'Alto Vallese dal 1475, dove Saint-Maurice era sede del governatore altovallesano, accede allora all'indipendenza.
A fine 2024, il comune contava 4623 abitanti, con una densità di 309 per km². Il castello di Saint-Maurice, o castello dei Governatori, chiude la piana insieme al ponte medievale del XII secolo che attraversa il Rodano verso la riva vodese; la cappella di Notre-Dame du Scex e i forti sotterranei di Cindey e Scex completano questo insieme difensivo. Gli abitanti, soprannominati Agaunesi o Saints-Mauriards, sono anche chiamati Peca-Porè — «mangiatori di porri» in dialetto vallesano. Lo stemma del comune, attestato su gonfaloni dal 1434, porta una croce trilobata in riferimento a Maurizio di Agauno.
Perché questo luogo è notevole
Poche città svizzere hanno una geografia così vincolata: il Rodano da un lato, una parete rocciosa verticale dall'altro, e tra i due, quindici secoli di storia religiosa ininterrotta dalla fondazione dell'abbazia nel 515. La stessa gola che un tempo proteggeva il passaggio — porta a pedaggio, torre di guardia, poi castello dei Governatori e ponte del XII secolo — spiega perché la città sia sempre stata un punto di passaggio obbligato, dal pellegrinaggio medievale verso Roma all'autostrada attuale.
Storia e origine
Il nome antico del luogo, Agaune (Acaunum), cede il posto a Saint-Maurice dopo il leggendario massacro della legione tebana, il cui capo Maurizio dà il nome alla città e all'abbazia fondata nel 515. Il comune occupa una gola dove il Rodano costeggia una parete rocciosa verticale; questa strettezza spiega la presenza, già prima del VI secolo, di una porta a pedaggio e di una torre di guardia sulla roccia, prima che il castello dei Governatori e il suo ponte del XII secolo ne assumessero il ruolo.
Cosa fare e vedere
- Visitare l'abbazia di Saint-Maurice d'Agaune, fondata nel 515 sulla tomba dei martiri, il più antico monastero d'Occidente in attività ininterrotta.
- Osservare il castello dei Governatori e il ponte medievale del XII secolo che attraversa il Rodano verso la riva vodese.
- Individuare la cappella di Notre-Dame du Scex e i forti sotterranei di Cindey e del Scex, che completano questo complesso difensivo della gola.
- Immaginare il sito serrato tra il Rodano e la falesia, punto di passaggio obbligato fin dalla medievale Via Francigena.
Venire in famiglia: cosa sapere
- La visita combina abbazia, castello e ponte in uno spazio ristretto tra il Rodano e la falesia, senza ulteriori precisazioni di accesso nei dati disponibili.
In coppia
- Camminare dal ponte del XII secolo fino al castello dei Governatori, lungo la gola tra Rodano e falesia.
- Prendersi il tempo davanti all'abbazia fondata nel 515, quindici secoli di storia religiosa ininterrotta.
- Cercate insieme la croce trilobata dello stemma comunale, attestata su vessilli già nel 1434, in riferimento a Maurizio di Agauno.
Posizione
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