Città degli ambasciatori

Soletta

Capoluogo del cantone di Soletta; il centro storico fu ricostruito nel 1520-1790. Detta «città degli ambasciatori», ospitò l'ambasciata francese nel 1530-1792.

Illustrazione derivata, realizzata da Swiss Highlights a partire da una fotografia con licenza libera.

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Soletta, capoluogo dell'omonimo cantone, si estende su 6,28 chilometri quadrati tra il massiccio del Weissenstein e l'Aar, che attraversa la città. Verso l'anno 20 le legioni romane vi fondarono la colonia di Salodurum, trasformata verso il 330 in un castrum fortificato di cui restano vestigia nel centro storico. Ammessa nella Confederazione svizzera nel 1481, la città rimase fedele alla fede cattolica durante la Riforma. Contava 16.847 abitanti a fine 2024, con un agglomerato di oltre 70.000 persone.

L'attuale centro storico fu costruito in gran parte tra il 1520 e il 1790, il che le valse il soprannome di «più bella città barocca della Svizzera». Le sue fortificazioni comprendono la torre Nydeck (1454), la torre Krummturm (1462) e la porta di Basilea (1504-1508); il municipio, iniziato nel 1467, fu completato solo nel 1711. La città ospita anche la cattedrale di Sant'Orso e San Vittore, la chiesa dei Gesuiti (1680-1689), l'Arsenale (1610-1619) e il palazzo Besenval (1703-1706), presentato come il primo palazzo privato costruito in territorio svizzero.

Dal 1530 al 1792 Soletta fu sede dell'ambasciata del regno di Francia in Svizzera, il che le valse il soprannome tradizionale di «città degli ambasciatori». L'eroe nazionale polacco Tadeusz Kościuszko vi morì il 15 ottobre 1817. La città organizza ogni anno un carnevale e le Giornate cinematografiche di Soletta, dedicate al cinema svizzero; il suo museo d'arte, inaugurato nel 1902, espone tra l'altro opere di Ferdinand Hodler e Cuno Amiet. Soletta ha ricevuto il premio Wakker nel 1980.

Perché questo luogo è notevole

Soletta deve la sua fisionomia ai due secoli e mezzo in cui vi risiedette l'ambasciata del regno di Francia in Svizzera, dal 1530 al 1792: questa vicinanza diplomatica alimentò la ricostruzione quasi completa del centro storico tra il 1520 e il 1790, in uno stile ritenuto barocco, dietro mura e torri, alcune delle quali risalgono al XV secolo.

Storia e origine

Verso l'anno 20 le legioni romane fondarono la colonia di Salodurum nel punto in cui la strada da Aventicum (Avenches) a Vindonissa (Windisch) attraversava l'Aar. Verso il 330 il sito fu trasformato in un castrum fortificato, di cui restano tracce visibili nel centro storico. Soletta fu ammessa nella Confederazione svizzera nel 1481 e ospitò dal 1530 al 1792 l'ambasciata del regno di Francia.

Cosa fare e vedere

  • Percorrere il centro storico ricostruito tra il 1520 e il 1790, soprannominato «la più bella città barocca della Svizzera».
  • Vedere le fortificazioni: la torre Nydeck del 1454, la torre Krummturm del 1462 e la porta di Basilea del 1504-1508.
  • Visitare la cattedrale dei Santi Orso e Vittore, la chiesa dei Gesuiti e il palazzo Besenval, presentato come il primo palazzo signorile costruito in Svizzera.
  • Cercare al museo d'arte, inaugurato nel 1902, le opere di Ferdinand Hodler e Cuno Amiet.

In coppia

  • Passeggiare tra l'Aar e il Weissenstein nel centro storico, ricostruito nell'arco di due secoli e mezzo.
  • Cercate insieme le tracce del castrum romano risalente a circa il 330, ancora visibili in città.
  • Fermarsi al palazzo Besenval, presentato come il primo palazzo signorile della Svizzera.
  • Passeggiando per la città, raccontatevi i due secoli in cui Soletta ospitò l'ambasciata del regno di Francia, dal 1530 al 1792.

Posizione

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