Vetta · Alpi bernesi

Jungfrau

Vetta delle Alpi bernesi a 4.158 metri, sul confine fra Berna e il Vallese, terzo termine del trittico che forma con l'Eiger e il Mönch.

Illustrazione derivata, realizzata da Swiss Highlights a partire da una fotografia con licenza libera.

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Tradotto durante una seconda revisione assistita dall'IA — non ancora validato da un redattore madrelingua.

La Jungfrau è una vetta individualizzata delle Alpi bernesi: raggiunge 4.158 metri, sul confine fra il cantone di Berna e il Vallese. Da un lato domina le valli di Lauterbrunnen e di Grindelwald, dall'altro il lago di Thun. Con l'Eiger e il Mönch, i suoi due vicini, forma un trittico le cui pareti nord si allineano, ed è proprio quella fila, vista da nord, ad aver fatto la fama del gruppo molto prima che la cima stessa venisse salita.

La storia alpinistica comincia nel 1811 con i fratelli Meyer, di Aarau: la loro salita durò tre giorni, durata che l'ampiezza del massiccio basta a spiegare. La prima salita senza guida seguì nel 1881, la prima per la parete nord nel 1926. La montagna non ha perso nulla della sua severità: il 12 luglio 2007 una valanga staccatasi a 3.800 metri sulla parete sud travolse due cordate di specialisti di montagna dell'esercito svizzero, uccidendole entrambe.

Dal 1912 la ferrovia della Jungfrau, la più alta cremagliera d'Europa, conduce al valico dello Jungfraujoch, fra il Mönch e la Jungfrau, a oltre 3.400 metri. Nel 2001 l'UNESCO ha iscritto nel patrimonio mondiale il sito Alpi svizzere Jungfrau-Aletsch, che riunisce la Jungfrau, il ghiacciaio dell'Aletsch e il Bietschhorn. La montagna circola anche in immagini: su una moneta commemorativa da 10 franchi coniata nel 2005, sulla fotografia ufficiale del Consiglio federale del 2024 e, molto prima, nel romanzo di Alphonse Daudet in cui Tartarino la scala, pubblicato nel 1885.

Perché questo luogo è notevole

Poche vette di questa quota si lasciano avvicinare così da presso: dal 1912 una cremagliera deposita i viaggiatori a oltre 3.400 metri, allo Jungfraujoch, nell'intaglio che separa il Mönch dalla Jungfrau. Vi si aggiunge la disposizione del gruppo: Eiger, Mönch e Jungfrau allineano le loro pareti nord una accanto all'altra, sicché la montagna si legge con un solo sguardo dalla valle.

Storia e origine

Il nome significa letteralmente «giovane donna» e si traduce anche con «vergine». In origine non designava la cima: gli alpeggi a nord-ovest della montagna appartenevano ad agostiniane e per questo erano detti monti delle vergini; l'appellativo finì per risalire fino alla vetta.

Cosa fare e vedere

  • Raggiungere in treno lo Jungfraujoch, a oltre 3400 metri, tra il Mönch e la Jungfrau, tramite la ferrovia a cremagliera più alta d'Europa.
  • Osservare dalla valle l'allineamento delle pareti nord dell'Eiger, del Mönch e della Jungfrau.
  • Collocare la vetta nel sito UNESCO Alpi svizzere Jungfrau-Aletsch, che riunisce la Jungfrau, il ghiacciaio dell'Aletsch e il Bietschhorn.

Venire in famiglia: cosa sapere

  • La scalata della vetta rientra nell'alpinismo d'alta montagna: il 12 luglio 2007, una valanga a 3800 metri sulla parete sud ha ucciso due cordate di specialisti dell'esercito svizzero. Lo Jungfraujoch, raggiungibile in treno, è un'esperienza distinta dalla scalata stessa.

In coppia

  • Salire insieme allo Jungfraujoch con la cremagliera del 1912, attraverso l'insenatura tra il Mönch e la Jungfrau.
  • Contemplare dalla valle di Lauterbrunnen o di Grindelwald l'allineamento delle tre pareti nord.
  • Ammirando il massiccio, discutete dell'origine del suo nome, legato agli alpeggi delle agostiniane, i «monti delle vergini».
Da sapere prima di andare

La salita è alpinismo d'alta montagna. Il 12 luglio 2007 una valanga staccatasi a 3.800 metri sulla parete sud travolse due cordate di tre uomini e non lasciò superstiti.

Posizione

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Luoghi correlati

Dalle rocce dello Jungfraujoch, un edificio dalle pareti in cemento e rivestimento in legno, ampiamente vetrato, si aggrappa alla parete rocciosa; più in basso si estende la lunga colata bianca del ghiacciaio dell'Aletsch, incorniciata da vette innevate, sotto un cielo azzurro striato di nuvole.

Valico ferroviario · Alpi bernesi · a 2 km in linea d'aria

Jungfraujoch

La linea, proposta nel 1893 da Adolf Guyer-Zeller e completata nel 1912 dopo 7,1 km di galleria sotto l'Eiger e il Mönch, raggiunge i 3.454 metri. Il sito ha accolto oltre un milione di visitatori all'anno tra il 2017 e il 2019.

Vedi sulla mappa (Berna, Vallese)

Primo piano sulla cresta sommitale del Mönch: neve e ghiaccio crepacciato ricoprono la parete rocciosa, un pennacchio di nuvole sfiora la cresta sotto un cielo azzurro.

Cima delle Alpi bernesi · 4.110 m · a 4 km in linea d'aria

Mönch

Anello centrale della fila Eiger–Mönch–Jungfrau, raggiunge 4.110 metri. La parete sud si appoggia al Jungfraufirn, lingua del ghiacciaio dell'Aletsch; il nome verrebbe da un pascolo per cavalli, non da un monaco.

Vedi sulla mappa (Berna, Vallese)

In fondo a una stretta gola, l'acqua turchese lattiginosa del Trümmelbach scivola in lunga esposizione tra pareti di calcare levigato; la nebbia sale dalla corrente e alcuni ciuffi di muschio verde catturano la luce sulla roccia a strapiombo.

Cascate sotterranee · Oberland bernese · a 5 km in linea d'aria

Cascate di Trümmelbach

Il Trümmelbach drena da solo le pareti glaciali dell'Eiger, del Mönch e della Jungfrau: fino a 20.000 litri al secondo in una gola così stretta che la luce del giorno non raggiunge più le cascate superiori.

Vedi sulla mappa (Berna)